ANIMA

Ogni Anima è un’Afrodite (Plotino, Enneadi VI,9)

Spirito fornito di calore e pervaso dal fuoco (Zenone di Cizio)

L’anima è tra lo spirito eterno e il corpo perituro. La vita dell’anima è un incessante combattimento, è il luogo del combattimento tra Spirito e carne  (Deodat Rochè, Studi manichei e catari)

Secondo gli insegnamenti buddisti, non importa quanto noi possiamo essere confusi e illusi in questo momento, la sottostante ed essenziale natura del nostro essere è chiara e pura. Essa giace nel profondo del nostro essere e nel cuore di tutti gli esseri senza eccezione, ed è una sorgente inesauribile di amore e saggezza. Lo scopo ultimo di tutte le pratiche spirituali, siano esse chiamate buddiste o meno, consiste nello scoprire e stabilire un contatto con questa natura essenziale e pura (Aurobindo)

[L’anima] … è tale da cogliere le cose superiori senza trascurare le inferiori… Per istinto naturale sale in alto e scende in basso. E quando sale, non lascia ciò che sta in basso e quando scende, non abbandona le cose sublimi; infatti, se abbandonasse un estremo, scivolerebbe verso l’altro e non sarebbe più la copula del mondo (Marsilio Ficino, Theologia Platonica)

Per quanto tu cammini, ed anche percorrendo ogni strada non potrai raggiungere i confini dell’anima, tanto profonda è la sua vera essenza (Eraclito, frammento 45)

Se il corpo è una parte di noi stessi, noi non siamo interamente immortali. Se esso è un nostro strumento, essendoci stato dato solo per un certo tempo, è necessariamente temporale per natura. Ma l’altra parte è l’elemento principale, anzi è l’uomo stesso. E se essa corrisponde alla forma rispetto alla materia, cioè il corpo, o all’artefice rispetto al suo strumento, in ambedue i sensi l’Anima ì l’Io (Plotino, Enneadi IV,7,1)

L’anima è fatta di un’essenza indivisibile che viene dall’alto e di una che si smembra nei corpi (Platone, Timeo 35A 1,3)

È detto nella Genesi che l’uomo è stato creato a immagine di Dio. Questo significa che egli è abitato da un’anima superiore che tocca il Cielo, un’anima che è un’emanazione di Dio stesso. Ecco perché la sua esistenza acquista realmente un significato solo quando egli entra in contatto con quell’anima immortale che è luce, armonia e potenza.  È attraverso la vostra anima superiore che potete comunicare con il Creatore e al tempo stesso con l’Universo che Egli ha creato, perché l’anima stessa è una quintessenza dell’Universo; e se pensate a lei, se fate più spesso ricorso a lei, se vi legate a lei, se le parlate e vi identificate in lei, cominciate a comprendere cosa sia il vostro vero Sé. Allora, la vostra coscienza si eleva, le sue vibrazioni diventano più intense, sino al giorno in cui essa si fonderà nella coscienza dell’Anima sublime, e voi sarete tutt’uno con Dio (Omraam Michail Aivhanov)

I concetti di Anima e di Vita non figurano nella fisica atomica e perciò non possono essere dedotti, nemmeno indirettamente, come conseguenze più o meno complicate di qualche legge della natura (W.Heisemberg, fisico quantistico)

L’anima è cosa immateriale. È un principio di attività, è un «atto», una «forma», un principio energetico. È la vita del corpo, e deve anche avere una vita sua propria. Ma la vita dell’anima non si esplica in un soggetto fisico e materiale. Il paragonare quindi l’anima priva della grazia a un corpo senza vita è soltanto una metafora. Ma è anche una verità (Thomas Merton, La Montagna dalle sette balze)

Tutte le anime umane, prima di discendere in questo mondo, esistevano davanti a Dio e tutto quello che apprendono qui sulla terra lo sapevano prima di arrivarvi (Moses De Leon, Zohar)

L’anima, nella sua sostanza, è una magica sorgente di fuoco dalla natura di Dio Padre. E’ un desiderio ardente di luce. Mediante la sua natura ignea, lo spirito diviene manifesto nell’anima, poiché è l’autentico aspetto di Dio, un’idea in cui Dio stesso dimora e agisce, purchè l’anima entri con il desiderio in Dio e sottometta la propria volontà a Lui…L’essenza dell’anima, derivata dalla volontà incommensurabile, non è morta. Nulla può distruggerla. Rimane per sempre una libera volontà. Ma ha perduto lo stato divino, in cui ardeva la luce divina e il fuoco del suo amore. Se l’anima consente così alla sua autentica luce e alla sua autentica vita di estinguersi, allora ne segue naturalmente che il suo potere opposto, il principio dell’ira, diviene in lei consapevole (Jacob Böhme)

L’Anima non fa soltanto muovere un corpo. Essa fa prima di tutto che un corpo sia (E.Gilson)

L’anima è un termine medio tra l’essenza indivisibile e quella che è divisa nei corpi (Porfirio, Sentenza V)

Poiché l’anima dell’uomo è di fuoco e quella della donna d’acqua o di luce, Cristo per gli uomini è una vergine e per le donne un uomo o uno sposo. Egli è l’Adamo giusto o intero con le due tinture, uno spirito che, nei due sessi, è partorito, eppure la tintura maschile è più forte e la femminile debole (George Gichtel, Teosofia Pratica)

All’acqua assomiglia l’anima dell’uomo, all’acqua che dal cielo viene e al cielo risale, all’acqua che, eternamente mutando, alla terra deve restituirsi. Come all’acqua somigli, anima dell’uomo (Goethe)

Per le anime è morte divenire acqua (Eraclito, frammento DK 22 B36)

Costoro si danno da soli questo nome poiché considerano che nessun essere venuto alla luce sfuggirà al destino che spetta agli esseri generati carnalmente. I Perati dicono che se una cosa è nata, morirà anche necessariamente, come dice la Sibilla. La corruzione, dicono, è l’acqua, e nient’altro ha corrotto il mondo più velocemente dell’acqua (Ippolito sui Perati)

Ne consegue di necessità che le anime sono o corporee o incorporee: così, quando attirano un corpo, soprattutto quelle che devono essere imprigionate nel sangue e in umidi corpi, volgono verso ciò che è umido e prendono corpo inumidendosi. Perciò quelle di coloro che sono morti vengono evocate con l’effusione e di bile e di sangue, e quelle che amano il corpo, attirando l’umido spirito, lo condensano in guisa di nube: perché l’umidità condensata in aria forma la nube; ed essendosi condensato in esse lo spirito per eccesso d’umidità, diventano visibili (Porfirio, L’Antro delle Ninfe)

L’anima nobile è la carne e il sangue di Cristo, e Cristo è il suo Signore. Essa non entra in comunicazione con i mortali, perché non desidera nulla di terreno. Non pensa né specula sulle cose terrene, né si preoccupa dei parenti o degli amici. Vive in uno stato di puro sentimento, beatitudine e gioia (Paracelso)

Sappi che l’anima riceve tre denominazioni differenti [nel Corano]: Quella che incita [al male] (an-nafs al-ammâra bi al-sû’), (Cor.12,53)
quella che biasima se stessa ( an-nafs al-lawwâma) (l’anima cosciente delle proprie imperfezioni) (Cor.75,2)
ed infine quella che è rappacificata (an-nafs al-mutma’inna) (Cor.84,27). Ma di questi tre tipi di anime, la sola alla quale Dio acconsente di rivolgersi è l’anima rappacificata, cioè, che si è abbandonata a Dio riponendo la sua fiducia  interamente in Lui.  Della prima, Egli dice in effetti: “Certo l’anima incita al male” (Cor.12,53) ; della seconda: “Giuro  per l’anima che invia dei biasimi a se stessa” (Cor 75,2); ma hai però ben visto che Egli si rivolge direttamente all’anima rappacificata, dicendogli: Oh tu, anima rappacificata, torna presso il tuo Signore… (Ibn ‘Atà  Allàh al-‘Iskandari)

Il corpo di tutti obbedisce alla morte possente e poi rimane ancora vivente un’immagine della Vita, poichè solo questa viene dagli dèi. Essa dorme mentre le membra agiscono, ma in molti sogni  mostra ai dormienti ciò che è furtivamente destinato di piacere e sofferenza (Pindaro, Frammento 131 b Snell)

L’anima è cosa immateriale. È un principio di attività, è un «atto», una «forma», un principio energetico. È la vita del corpo, e deve anche avere una vita sua propria. Ma la vita dell’anima non si esplica in un soggetto fisico e materiale. Il paragonare quindi l’anima priva della grazia a un corpo senza vita è soltanto una metafora. Ma è anche una verità (Thomas Merton, La Montagna dalle sette balze)

L’anima è la grande assente nella moderna “psicologia senz’anima”, le vaghe e confuse descrizioni della psiche, che si trovano ancora raramente nei trattati o nei testi scolastici, sono largamente insufficienti e piene di errori. Negli ultimi tempi sia la psicologia che la psicoterapia si sono conformate all’ambito delle “scienze della natura”, perciò hanno accresciuto la loro dipendenza nei confronti delle neuroscienze, facendosi assorbire via via in futili dettagli contingenti di processi psichici esteriori, perdendo così ogni possibilità di approcciare adeguatamente l’anima dell’uomo. L’ultimo indirizzo psichiatrico è un evidente segno di questo processo. […] Perduto ogni fondamento metafisico, abbandonata ogni visione autenticamente religiosa e filosofica tradizionale, la psicologia è divenuta oggi un fenomeno vuoto, privo di basi epistemiche. Poggiando sul non essere, ogni “psicoterapia” moderna non è che illusione, la sua prassi accresce il vincolo titanico e l’alienazione, perciò costituisce l’opposto di ogni autentica cura dell’anima. […] Non si possono abbandonare i fondamenti metafisici della psicologia e della psicoterapia, altrimenti queste perdono ogni significato e dunque anche il senso della loro esistenza, riducendosi a mere parodie vuote delle loro forme originarie. Non esiste una vera psicologia se non è fondata su una compiuta ed autentica scienza sacra dell’anima, non vi può essere psicoterapia se non produce una psicagogia iniziatica. Chi non conosce sperimentalmente l’anima non può curarla, né può prendersi cura di sé. […] Qualsiasi limitazione della scienza originale dell’anima, e della relativa psicoterapia, costituisce un degrado, un inviluppo, che dà luogo a forme parziali ed erronee, perciò false, di “psicologia” e “psicoterapia”, così come a forme vane di “cura di sé” o di “consulenza filosofica”. Quando il degrado è completo, come nella psicologia postmoderna o nella pratica filosofica di natura nichilistica, della vera psicologia e della vera psicoterapia nulla rimane, restano solo forme vuote e illusorie, parodie che si sostituiscono alle forme originarie, che svolgono la funzione di condurre l’uomo, attraverso un radicale inganno, all’annientamento nel non essere, sottomettendolo alla pena più atroce in cui possa incorrere. (L.M.A. Viola, Psyches Therapeia)

ANIMAultima modifica: 2012-11-25T12:22:00+01:00da mikeplato
Reposta per primo quest’articolo