CORPO COME CARCERE DELL’ANIMA

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Che il corpo sia tomba dell’Anima è figurato dai miti egizi di Osiride rinchiuso in una tomba vivo da Seth, e ivi sigillato (Mike Plato)

Nei misteri orfici viene espresso che noi uomini siamo come chiusi in un carcere (Platone, Fedone  61 B)…Contempliamo nell’iniziazione misterica visioni integre, semplici, immutabili e beate, in una pura luce, essendo anche noi puri e non tumulati in questo sepolcro che ora ci portiamo appresso e che chiamiamo corpo, imprigionati in esso come l’ostrica (Platone, Fedro 250C)…Il Soma (corpo) alcuni lo chiamano Sema (tomba) dell’anima, come se essa vi si trovasse sepolta nella vita presente; e poiché inoltre con esso l’anima significa ciò che significa, anche per questo è chiamato segno. A me sembra che tuttavia a conferire questo nome siano stati in particolare i seguaci di Orfeo, quasi che l’anima, pagando il fio di colpe che deve espiare, e abbia intorno a sé, per essere custodita, abbia questo recinto, parvenza di un carcere. E, dunque, come dice il nome, essa è custodia dell’anima, finchè essa non abbia pagato i propri debiti, e non c’è da cambiar nulla, neppure una lettera (Platone, Cratilo 400 C)…E io non mi meraviglierei se Euripide affermasse il vero là dove dice: “chi può sapere se il vivere non sia morire, e il morire non sia vivere?” Anche noi, in realtà, forse siamo morti. Ho sentito dire da sapienti che noi ora siamo morti e che il corpo è per noi una tomba (Platone, Gorgia 493A)

Alcuni dicono che il corpo è tomba dell’anima, ritenendo che questa vi sia sepolta nel tempo presente; e poiché inoltre con esso l’anima significa ciò che significa, anche per questo è chiamato segno. A me sembra che tuttavia a conferire questo nome siano stati in particolare i seguaci di Orfeo, quasi che l’anima, pagando il fio di colpe che deve espiare, e abbia intorno a sé, per essere custodita, abbia questo recinto, parvenza di un carcere. E, dunque, come dice il nome, essa è custodia dell’anima, finchè essa non abbia pagato i propri debiti, e non c’è da cambiar nulla, neppure una lettera (Platone, Cratilo 400C)

È salda la credenza che mentre i corpi sono corruttibili, e che non durano gli elementi di cui sono composti, invece le anime immortali vivono in eterno e, venendo giù dall’etere più leggero, restano impigliate nei corpi come dentro carceri quasi attratte da una sorta di incantesimo naturale, ma quando siano sciolte dai vincoli della carne, come liberate da una lunga schiavitù, allora sono felici e volano verso l’alto. Con una concezione simile a quella dei figli dei greci, essi ritengono che alle anime buone è riservato di vivere al di là dell’oceano… (Giuseppe Flavio, Guerra giudaica 2, 154-155).

Testimoniano anche gli antichi sapienti e veggenti come l’anima sia congiunta al corpo come in una tomba (Filolao)

Il baratro in cui precipita l’Intelletto e in cui è sommerso, per la furia delle passioni e dell’iniquità, altro non è che il corpo di cui l’Egitto è simbolo (Filone, l’Agricoltura 89)

Bisogna che tu laceri da parte a parte la tunica che porti, la veste d’ignoranza, il sostegno del male, il vincolo della perdizione, il recinto di tenebra, la morte vivente, il cadavere sensibile, la tomba che ti porti dietro, il ladro che abita in casa tua…Questo è il nemico che hai indossato come una veste, che ti strozza e ti trascina verso di sè. L’infelice che non ha conoscenza di sè porta il corpo come un peso; non lo governa ma ne è governato; questo è il male dell’anima (Corpo Ermetico 7:2)

Ho conosciuto la mia anima e il corpo cui cui ella soggiace: essi sono nemici fin dalla creazione dei mondi (Sant’Agostino)

 

NEW AGE

New Age è un termine applicato a una serie di credenze e pratiche spirituali o religiose sviluppate nelle nazioni occidentali durante gli anni ’70. Precise definizioni accademiche della New Age differiscono nella loro enfasi, in gran parte come risultato della sua struttura altamente eclettica. Anche se analiticamente spesso considerati religiosi, coloro che ne fanno parte preferiscono tipicamente la designazione di spirituale o mente, corpo, spirito e raramente usano il termine “New Age”. Molti studiosi del tema si riferiscono ad esso come al movimento New Age, anche se molti contestano questo termine e suggeriscono che debba essere meglio visto come un milieu o uno spirito del tempo  (da Wikipedia)

Una delle poche cose su cui tutti gli studiosi sono d’accordo riguardo la New Age è che sia difficile da definire, e spesso la definizione data riflette lo sfondo dello studioso che dà la definizione. Così la New Age vede la New Age come un periodo rivoluzionario della storia dettata dalle stelle, l’apologista cristiano ha spesso definito la New Age come un culto, lo storico delle idee la interpreta come una manifestazione della tradizione perenne, il filosofo vede la New Age come una visione monistica o olistica del mondo, il sociologo descrive la New Age come un nuovo movimento religioso (NRM), mentre lo psicologo la descrive come una forma di narcisismo (Daren Kemp, 2004)

La New Age è un eclettico miscuglio di credenze, pratiche e modi di vita che può essere identificata come un fenomeno singolare che ha a che fare con la condizione umana (e planetaria) e come essa possa essere trasformata (Paul Heelas)

 Termine generico che include una grande varietà di gruppi e identità che sono uniti dalla loro aspettativa concernente un cambiamento importante e universale fondato principalmente sullo sviluppo individuale e collettivo del potenziale umano (Michael York)

Il movimento New Age è l’ambiente cultuale divenuto consapevole di se stesso negli anni ’70 come movimento più o meno unificato.T utte le manifestazioni di questo movimento sono caratterizzate da una critica popolare della cultura occidentale espressa in termini di un esoterismo secolarizzato e piegato ai desideri dei praticanti (Wouter Hanegraaff, 1996)

La New Age è un denominatore comune per una varietà di pratiche e credenze popolari contemporanee abbastanza divergenti, in gran parte unite da legami storici, un discorso condiviso e un air de famille. Alla fine degli anni ’50 emersero i primi turbamenti in seno al milieu cultuale, a causa della credenza in una nuova era imminente: una serie di piccoli movimenti sorsero attorno a messaggi rivelati dagli esseri nello spazio, messaggi che presentavano una sintesi di dottrine post-Theosofiche ed esoteriche. I movimenti sarebbero rimasti marginali, se non fosse stato per l’esplosione della controcultura negli anni ’60 e nei primi anni ’70. Vari fili storici … iniziarono a convergere: elementi dottrinali del XIX secolo come la Teosofia e l’esoterismo post-Theosofico nonché il pensiero positivo si combinavano ecletticamente con talune psicologie religiose: psicologia transpersonale, junghiana e una varietà di insegnamenti orientali. E’ diventato perfettamente fattibile per gli stessi individui consultare l’I Ching, praticare l’astrologia junghiana, leggere gli scritti di Abraham Maslow sulle esperienze di punta, ecc. La ragione per la pronta incorporazione di tali fonti disparate era l’obiettivo comune di esplorare l’individuo ed  religiosità in gran parte non cristiana (Olav Hammer, 2001)
 
La New Age – talora definito con un’espressione concorrente per designare lo stesso fenomeno, “Età dell’Acquario” – può considerarsi una via di mezzo fra un movimento religioso e una nuova credenza: è un fenomeno che appare inafferrabile, che elude le definizioni e che – secondo i suoi stessi portavoce – avrebbe come caratteristica principale proprio quella di non poter essere definito, ma costituirebbe un “ambiente”, uno “stile di vita”, secondo le parole di un suo autorevole esponente come David Spangler, una “metafora per l’espressione di uno spirito trasformativo e creativo”. La New Age può essere anzitutto descritta in chiave psicologica come uno stato d’animo: come la sensazione, prima ancora della convinzione, condivisa da un numero socialmente significativo di persone di essere entrati o di stare per entrare in un’epoca nuova, che è contrassegnata da cambiamenti radicali e qualitativi non in uno solo, ma in tutti i settori della vita dell’uomo. I cambiamenti scientifici – reali o mitici – dovrebbero, per una sorta di effetto domino, provocare una catena inarrestabile di cambiamenti globali cui nessun campo di attività dell’uomo dovrebbe sfuggire: cambiamenti politici, artistici, culturali, filosofici e religiosi (Cesnur)
 
La New Age non è una religione ma è religiosa lo stesso; non è una filosofia ma è una visione dell’uomo e del mondo lo stesso, anche una chiave di interpretazione. Non è una scienza ma si fonda su leggi “scientifiche”. E’ una nebulosa che contiene esoterismo e occultismo, pensiero mitico e magico aproposito dei segreti della vita. (Godfried Daneels, Le Christ ou le Verseau? ne «La Documentation Catholique»)
Molti tra quelli che aderiscono al New Age, hanno respinto la religione organizzata, stimando che non rispondeva ai bisogni, per andare a cercare altrove la “spiritualità”. Del resto, siccome il New Age è convinto che il tempo delle religioni è trascorso, parlarne come di una religione andrebbe all’incontro dell’idea che ha di lui stesso. Però, è giusto situare il New Age nel contesto più grande della religiosità esoterica, di cui il fascino non smette di grandire (documento della congregazione pontificale della cultura)
La New Age ha carattere « parassitario » perchè si infiltra come un ospite nelle tradizioni religiose o culturali, ma che finisce per tasformare dall’interiore. Così la New Age ha cercato, ed è quasi riuscita, a penetrare in tutte le tradizioni religiose per svilupparsi a loro spese. Approfittando della sua fluidità e dell’assenza di struttura, fa finta di adattarsi alle istituzioni che avvicina, senza mai aderirci veramente e tanto meno fissarvisi (Michael Fuss)

BIBBIA

Molto poco interessanti e insignificanti sarebbero le storie contenute nella Bibbia, e in altri libri religiosi, se gli eventi personali ivi descritti si riferissero semplicemente a determinati avvenimenti accaduti nelle vite di alcuni individui vissuti alcune migliaia di anni fa, e la cui biografia non può seriamente interessare nessuno oggi. Che cosa ci importa adesso degli affari di famiglia di un uomo chiamato Adamo o Abramo? Perché dovremmo voler essere interessati a conoscere le vite di molti figli legittimi o illegittimi dei patriarchi ebrei, e che ne è stato di loro? Che cosa ci riguarda se un uomo di nome Giona sia stato gettato nell’acqua e inghiottito da una balena? Quello che succede oggi nei vari paesi d’Europa è più interessante e importante per noi da sapere di quello che è successo alla corte di Zerubabel o Nabuchodonoser. Ma fortunatamente per la Bibbia e – se solo sapessimo leggerla – fortunatamente per noi, le storie in essa contenute non sono affatto solo storie di persone vissute in tempi antichi, ma sono allegorie e miti che hanno sempre un significato profondo, di cui i nostri teologi biblici, così come i suoi critici, di solito sanno molto poco. Gli uomini e le donne del Vecchio e Nuovo “testamento” sono molto più di semplici persone che si supponeva esistessero in quel momento. Sono personificazioni di forze spirituali eternamente attive, di cui la scienza fisica non sa nemmeno che esistano; e le loro storie raccontano la loro azione, le loro interrelazioni all’interno del Macrocosmo e la sua controparte nel Microcosmo; insegnano la storia dell’evoluzione dell’umanità nel suo aspetto spirituale. Se i nostri filosofi naturali studiassero la Bibbia e gli antichi libri religiosi orientali, nei loro aspetti esoterici e spirituali, potrebbero imparare molte cose che desiderano conoscere. Potrebbero imparare a scoprire quali siano i veri poteri del “Uomo Interiore” che dorme ancora, necessari per produrre a volontà i fenomeni occulti; potrebbero trovare istruzioni su come trasformare il piombo o il ferro in oro puro e trasformare gli animali in dei (Franz Hartmann, Magia Bianca e Nera)

ESSOTERISMO ed ESOTERISMO

La Scorza e il Nocciolo è  il titolo di uno dei numerosi trattati di Ibn Arabi, che esprime in forma simbolica i rapporti fra l’essoterismo e l’esoterismo, paragonati rispettivamente all’involucro di un frutto e alla sua parte più interna, la polpa o il nocciolo. L’involucro o  scorza (el qishr) è la sharia, cioè la legge religiosa esteriore, che si rivolge a tutti ed è fatta per essere seguita da tutti, come indica del resto il senso di strada maestra collegato alla radice della parola. Il nocciolo (el lobb)  è invece la haqiqah, cioè la verità o la realtà essenziale che, contrariamente alla Sharia, non è alla portata di tutti, ma è riservata a coloro che sanno scoprirla sotto le apparenze e raggiungerla attraverso le forme esteriori che la ricoprono, allo stesso tempo proteggendola e dissimulandola. Con altro simbolismo, Shariah e Haqiqah sono anche dette rispettivamente il corpo e il midollo, il cui rapporto è esattamente lo stesso che intercorre fra la scorza e il nocciolo. E senza dubbio si potrebbero trovare ancora altri simboli equivalenti. Ciò di cui qui si tratta, qualunque sia la designazione usata, è sempre l’esteriore (Zahir) e l’interiore (Batin), vale a dire ciò che appare e ciò che è nascosto. L’esteriore ed l’interiore sono rappresentati dalla circonferenza e dal suo centro, che possono essere collegati allo spaccato del frutto cui fa riferimento il simbolismo citato in precedenza. Per passare dall’una all’altra, dalla circonferenza al centro, occorre seguire uno dei raggi : si tratta della Tariqah, cioè del sentiero, la via stretta che viene percorsa soltanto da pochi (Renè Guènon, Scritti sull’esoterismo islamico e sul Taoismo)

MONDO COME RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA

Il mondo è un oggetto simbolico (Sallustio)

Tutto in questo mondo ha un significato nascosto. Uomini, animali, alberi, stelle, sono tutti geroglifici … Quando li vedi, non lo capisci. Pensi che siano davvero uomini, animali, alberi, stelle. È solo più tardi che lo capisci (Nikos Kazantzakis, Zorba il greco)

La verità non è venuta nel mondo nuda, ma è venuta in simboli ed immagini (Vangelo di Filippo 67)

Il mondo visibile è un simbolo del mondo invisibile (Jacob Bohme, Mysterium Magnum)

Tutto ciò che assume una forma è simbolico. L’unica vera realtà è Dio e Dio non ha forma. Qualsiasi forma, compreso il corpo, di cui si ha esperienza nel falso universo della percezione deve essere, per definizione, simbolo di qualcos’altro (Gary Renard, La Scomparsa dell’Universo)

La Natura è un tempio dove pilastri viventi mormorano a volte confuse parole; l’uomo vi passa tra foreste di simboli che l’osservano con sguardi familiari (Baudelaire, poeta Ermetico)

Il vero simbolismo, lungi dall’essere un prodotto artificiale dell’uomo, si trova nella natura stessa, o meglio ancora, la natura tutta altro non è che un simbolo delle realtà trascendenti (Renè Guenon, Il Simbolismo della Croce)

DIFFERENZE ANIMICHE

DUE INDIVIDUI LEGGONO “ESODO”. UNO CI VEDE VERITA’ INEFFABILI, IN PARTICOLARE INFORMAZIONI VITALI PER COMPRENDERE IL RAPPORTO TRA UOMO ESTERIORE E UOMO INTERIORE. L’ALTRO CI VEDE ALIENI PROVENIENTI DA ALTROVE E NON VEDE MINIMAMENTE L’ALLEGORIA. COSA LI RENDE COSI’ DIVERSI? 1) DIFFERENZE DOVUTE AD UNA DIVERSA EVOLUZIONE DI COSCIENZA DI ENTRAMBI, A SUA VOLTA DOVUTA AL FATTO CHE IN QUESTA FINESTRA TEMPORALE L’UNA COSCIENZA INFERIORE è PIU’ INDIETRO DI UN’ALTRA E LE OCCORRONO ALTRE ESPERIENZE PER ACCEDERE A NUOVI STEPS; 2) DIFFERENZA DOVUTA AD UNA DIVERSA EVOLUZIONE DELL’ANIMA, PROBLEMA CHE NON CONCERNE SOLO QUESTA VITA MA TUTTE LE VITE PRECEDENTI. GIUNGIAMO QUI CON UN BAGAGLIO DIVERSO DOVUTE AD ESPERIENZE SPIRITUALI PIU’ O MENO PROFONDE DELL’ANIMA CHE PORTIAMO DENTRO, CHE LA COSCIENZA INFERIORE VIVE IN MODO INCONSCIO E QUINDI DEL TUTTO ISTINTIVO; 3) DIFFERENZA DOVUTA AD UNA DIVERSA NATURA E PROVENIENZA DELLE DUE ANIME, IL CHE ESCLUDE IL PUNTO 1) e il PUNTO 2) PERCHE’ ESSE NON RAGGIUNGERANNO MAI LA STESSA CONSAPEVOLEZZA. NON è UN PROBLEMA DI EVOLUZIONE, MA UN PROBLEMA DI LIMITI NATURALI DELL’ANIMA, CHE DERIVANO DA CIO’ CHE è INNATO E CONNATURATO ALL’ANIMA STESSA (Mike Plato)

FUOCO DIVORATORE DI DIO

Quand’eco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra Zolfo e Fuoco proveniente dal Signore (Genesi 19:24)

Elia rispose al capo della cinquantina: “se sono uomo di Dio, scenda il fuoco dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta”. scese un fuoco dal cielo e divorò quello con i suoi cinquanta (2 Re 1:10)

Quindi davide vi eresse un altare per il Signore e vi offrì olocausti e sacrifici di comunione. invocò il Signore, che gli rispose con il fuoco sceso dal cielo sull’altare dell’olocausto (1cronache 21,26)

Appena Salomone ebbe finito di pregare, cadde dal cielo il fuoco, che consumò l’olocausto e le altre vittime, mentre la gloria del signore riempiva il tempio (2 Cronache 7:1)

E allo stesso modo che Mosè aveva pregato il Signore ed era sceso il fuoco dal cielo a consumare le vittime immolate, così pregò anche salomone e il fuoco sceso dal cielo consumò gli olocausti (2 Maccabei 2:10)

Mentr’egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. sono scampato io solo che ti racconto questo» (Giobbe 1:16)

Quando videro ciò, i discepoli giacomo e giovanni dissero: «signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». (Luca 9:54)

Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. ma un fuoco scese dal cielo e li divorò (Apocalisse 20:19)

SMEMBRAMENTO OSIRIDEO

La teoria del frammento dello Spirito assume un concetto della reincarnazione e dell’età dell’anima in disaccordo con la credenza popolare in un progresso delle incarnazioni nel tempo lineare o interno. In quest’ottica, l’Essenza completa (anima intera) è vista come un ologramma frantumato, i cui frammenti si sono depositati simultaneamente in tutti i periodi del tempo e nelle dimensioni dell’universo. Poichè ogni frammento contiene l’immagine del tutto, una frazione dell’Io essenziale permane in ogni vita, ed è questo collegamento con l’Essenza fondamentale che ha dato origine al concetto dell’Io superiore e transpersonale. Noi quindi sperimentiamo diverse vite come frammenti di anime giovani, e altre ancora nei modi intermedi o maturi  (Murray Hope, Il segreto di Sirio)

CAMBIAMENTO

La maggior parte delle persone si tira indietro di fronte al cambiamento. Non lo ama, perché cambiare significa fare un passo in un terreno inesplorato. La vita si evolve raggiungendo livelli sempre più alti di complessità. La vita non potrebbe regredire, neanche se volesse. È incapace di farlo. Ora, è vero che può sembrare che stia regredendo. E può sembrare anche che i cambiamenti non siano “in meglio”. Ma, di fatto, il cambiamento può essere solo in meglio, altrimenti non avverrebbe. Ogni cambiamento è positivo. Non esistono cambiamenti negativi. Tutti i cambiamenti avvengono per il tuo bene. La vita è cambiamento e quando non c’è niente che cambia, non c’è niente che vive. Tutto ciò che vive si muove. Il cambiamento pertanto è inevitabile. È la natura della vita stessa (Neale Donald Walsh, Conversazioni con Dio)